Anna Coelli Marro
profumi dell’anima
FIGLI D'ITALIA
Figli d’Italia sarà vostra bandiera
a farvi da sudario.
Il rosso color del vostro sangue,
il bianco della vostra innocenza,
il verde di nostra speranza.
Non varcherete i ciel su ali di vento,
poiché quelle d’acciaio vi porteranno a noi.
Non vedrete più colombe in volo;
non fiamma più vedrem su quei cappelli,
non occhio scorgerà su quei cavalli,
l’appartenente all’Arma più superba.
Mai mano tenderete ai vostri figli
e non carezza alcuna ai loro trilli.
Quelle promesse fatte alle donzelle
rimaste per la vita senza anello.
Le spose non più talamo a scaldare
e quelle ardenti labbra a baciare.
Vi diamo l’estremo saluto qui,
tutti in piedi, a tripudiarvi
un grazie, onore e lodi.
La mamma Italia ferita dentro il ventre
sarà una donna con il velo nero
che andrà di porta in porta
cercando in tanti volti i figli suoi.
Qual gloria per quest’Arma dei Carabinieri,
che immola vite per Patria e per Bandiera.
Sempre è la guerra macchina infernale
che inghiotte e spazza e non si sazia mai,
sol ossa ci ritorna per la fossa.
Non seppelliamo anche i loro nomi
scriviamo quegli eroi nei libri della storia.
Fedeli nei secoli è il vostro motto,
nei secoli a venire noi lo saremo.
Piangiamo i nostri morti.
Tra laceranti grida da Nassiyria
s’ode un sussurro
implora pace e perdono.
Facciam silenzio tutti …..!
IL PAGLIACCIO
Non cenere rimane ma fuoco vivo
al solo tocco ti riduce in torcia
così continui a recitare l’ultimo atto.
Il pubblico è assetato
vuole vedere il sangue
sembra un’arena.
Il Pierrot ci prova
dai suoi occhi ridenti e mesti
solo una lacrima gli spunta
e non ha prezzo.
Gli astanti mai sapranno
chi c’è dietro la maschera.
Domani andrà,
farà tutto come si conviene,
una maschera diversa
ancor lo celerà.
IN MEMORIA DEL PICCOLO TOMMASO
La tua ingiusta fine
ci ha fatto inorridire;
un pezzo di cuore
di ogni mamma
sepolto è insieme a te.
Ma qual soffio divino
è impresso ancor nell’uomo
se con crudeli gesti
toglie la vita?
Un nuovo simulacro
l’uomo s’è fabbricato,
è un idolo di carta,
si chiama dio Danaro.
Ha bocca avida
e nari possenti,
annusa e ingoia
sangue innocente.
Ho sognato Cristo,
per te piccolo Tommy,
è sceso dalla croce,
ti ha sottratto ai malviventi
deponendoti nelle avvolgenti
braccia del Padre.
Non offendiamo i bambini,
non calpestiamo i fiori,
profumano d’amore,
se manca quell’essenza
che senso avrà la vita?
Addio piccolo Angelo,
due laghi alpini
erano i tuoi occhi;
il miele di collina
colmava la tua bocca,
dorati raggi i tuoi capelli.
Mi è dolce immaginar,
che adesso un paio d’ali
ti han fatto diventare
dei bambini il Custode.
A GIOVANNI PAOLO II
Sei partito per patria non terrena
moderno Ulisse.
Tu che solcasti i cieli
per visitare nazioni ostili,
baciando suoli di terre lontane,
portando con vigore il Santo Vangelo.
Approdato or sei nell’ Itaca celeste,
ove il “Tutto tuo Maria ” è divenuto realtà.
Condottiero indomito hai guidato la Chiesa
verso verità che l’uomo non possiede
ma l’alma spera e anela.
Forse prendendo spunto
dal colpo ricevuto
sparasti in tanti cuori
proiettili d’amore.
Quando la carne sarà debole
e i cuori vacilleranno,
un grido tuonerà per tutti
“Non abbiate paura”!
Tu sarai con noi.
Resti il tuo parlare
un canto di sirena
che affascina le menti
e mette in fuga i demoni
bugiardi e vessatori.
Ti ho visto verso sera
sotto il pesante legno
della Croce spedito e battagliero!
Mai il tuo corpo vedrà corruzione,
per noi tu sei un Papa Santo.
A rivelarl fu Spirito nell’ora del commiato,
sfogliando quel Vangelo da te santificato.
Partito dal soglio di Pietro
or sulla più Alta Soglia
l’arrivo aspetti, nei tempi stabiliti,
dei giovani tuoi amati
che ancor ti grideranno:
“Sei forte Papa Boy”.
Anna Coelli Marro.
Questa poesia è stata vincitrice del primo premio Nazionale Paestum 2005.
L'ALBA PERDUTA
Non c’è quiete nel mare dell’abisso,
senza luce è il fondale sabbioso,
pensieri pesanti come sassi.
Dalla spuma l’anima affiora,
come uccello al nido ritorna.
Mentre un gemito
ti fa compagnia,
luttuose barche tornano all’arenile.
Perché quest’alba
ammazza tutti i sogni?
Sgomenta ti lasci vivere.
Solo un raggio rimane,
e nel toccare il fondo del tuo cuore,
attonito vi legge un dolce addio.