Nicola Lotto

I demoni della mente

 

 

 

ALL'ALBA

 

 

ecco giungere all’alba

quando gli amanti sciolgono

i loro abbracci devoti  e nostalgiche effusioni

il saluto festoso del giorno normale

che colma di un’ebbrezza leggera

le gote pallide di una giovinezza insana.

E se l’indecoroso conflitto

Che reca incalcolato danno in me avesse fine

Grida di gioia colorerebbero il più grigio

Dei cieli autunnali

nonostante le incertezze e le paure di morte

Io sarei in grado di amarti

 

 

 
COME DOLORE

 

 

Come dolore dal cielo venuto

sorpreso di trovare tanta ingenuità

sulla quale banchettare.

Come dolore che ha coperto col velo

il suo viso lubrico e impunito

dalla notte dei tempi

fino all’altra notte angosciante e odiosa.

Sta in ogni addio un profumo di morte

che avvolge il nostro essere labili

 

Come dolore anche tu sanguinerai via

 

Come dolore che abbiamo ritenuto

prigioniero nei cuori dei soli infelici

pagandone poi l’arrogante errore.

Come dolore scagliato nel fango

ripudiato piangendo: è l’ultima volta!

Come dolore coltivato per ore

tra  il sonno e la veglia

tra l’odio e l’amore.

Sta in ogni incontro il principio della morte

che avvolge il nostro essere uomini.

 

Come dolore anche tu sanguinerai via

 

Come dolore fuggito dall’altare

di un Dio incerto

e un po’ ingenuo.

Cade beffardo l’iniquo

pioggia di sangue

e ride alle ombre tremanti

in attesa dei corpi

già impiccate al marmo funebre.

 

È ovvio che come dolore anche tu sanguinerai via (da me).

 

 

 
SORRISO - RICORDO

 

 

Ogni sua parola letale

Come veleno

Vorace il cuore a brandelli riduce

Si alternano a queste

Insopportabili silenzi

Più bui della notte

Più strani del mondo

Arrivano di sorpresa

E imperturbabili

Sono lame che improvvisano

Un’esoterica danza sopra la mia anima.

 

Più in là invidiare il vento

Vederlo scolpire i suoi capelli

Adattarli al suo volere

Come dolci onde trasportate dal mare

Modellano la spiaggia fine.

Più tardi a casa sua..

Sguardi divertiti

Libera interpretazione

La sua spontanea chiarezza

La mia rinnovata tristezza

E un altro sorriso - ricordo

Da aggiungere alla mia

Collezione di addii.

 

 

 
NELLE NOTTI SENZ'ANIMA (a Roma)

 

 

Siamo come ombre nella notte

Invisibili, ineffabili

Marmi verdastri

In pelli di demoni ignobili.

 

Siamo come vino nelle notti senz’anima

Corpi compressi di terra e lamenti

Crani abnormi, occhi confusi

Noi: miseri pagliacci di una mediocre una fiera paesana

 

Che sbraitano saltano e si dimenano

Cercando al loro meglio di far divertire

I bambini e le vecchie infreddolite

Dallo sguardo annoiato, terribile giudice.

 

Siamo come vino nelle notti senz’anima

Siamo noi ora le notti senz’anima?

Cerchiamo un’utopia, eterni bachi di seta

Siamo come ubriachi che vagano tristi e senza meta.

 

 

 
PENSIERI INUTILI

 

 

Odio questo cielo

Che ammanta lo spirito

E il corpo schiaccia

E non so spiegare la differenza

Dei tuoi occhi col sole o con la pioggia

So che in entrambi i casi sono

impenetrabili (per me)

La notte verrà e tu chiederai consiglio

A quale sguardo potrai porgere i tuoi segreti…

Lei non farà il mio nome

 

 

 

VENERE IRACONDA

 

 

Mi raccontasti giorni di polvere

Della noia che corrode e usura il tempo

Ti immaginai come una Venere iraconda

Che la bellezza toglie e dona

In strane estasi alternate.

 

E svelai il mio più profondo segreto a te sola

Perché non mi conoscevi al tempo

E non mi conosci ancora

 

 

 

 

Recensione:
Tra leggeri e sospirati echi baudelariani e una vena poetica giovane e forte, Nicola Lotto ha scritto questa intensa raccolta di poesie intitolata “I demoni della mente”, in cui i suoi stati d’animo, la sua tristezza e il suo sconforto vengono immortalati in versi carichi di una passione davvero profonda. Sono attimi passati, fugaci, densi di malinconia e rabbia, di lacrime perdute e pianti che riecheggiano forti nell’anima.
Con uno stile intelligente ma semplice, Lotto riesce a colpire con una facilità davvero degna di nota caricando ogni suo verso di un’emozione forte e decisa, capace di trascinare il lettore attraverso le sue atmosferiche tristezze di vita, amplificate da queste poesie dirette ma toccanti. A partire dall’iniziale e breve “Il primo fiore di primavera” (che ricorda molto Rabinandrath Tagore) sino alla conclusiva e intensa “Illusione”, fiumi di poesia scorrono al ritmo della vita, materializzando attraverso un fragile specchio emotivo le difficoltà e i problemi dell’esistenza, la malinconia e l’amore, toccando così tutte le gracili pareti del vivere.
Con i versi di “All’alba” o ancora di “Della tristezza”, il giovane poeta poggia sul cuore di chi legge una pesante zavorra di duri pensieri nascosti che entrano nell’anima trasmettendo l’inquietudine e la tristezza provenienti dalle disgrazie e dai momenti difficili che aggravano la vita umana. Lotto tratta tali temi con una vena poetica pungente e sempre profonda, sveglia e capace di colpire a fondo il cuore del lettore che come in un incantesimo entra nei versi e nei pensieri del libro, diventando anch’egli lettera di una straziante e triste poesia.
Leggere, ma soprattutto sentire dentro i suoi scritti è davvero un piacere. Lotto entra in questa sfera grazie al suo leggero ma evidente sentimentalismo, reso concreto con uno stile poetico semplice ma sempre capace di conservare dentro di sé quell’alone di tristezza e inquietudine che rende sempre grande una poesia. Le sue metafore e i suoi schemi poetici sono sempre interessanti e ben costruiti, mantenuti alti dall’oscuro inchiostro proveniente dalla penna del suo cuore, sempre a cavallo tra sconforto e sofferenza, ma che lascia trasparire sporadicamente una via d’uscita verso la felicità. Ma spesso una sentita e profonda tristezza è meglio di una blanda felicità, per questo Lotto prosegue su tale sentiero dal quale egli può vedere tutte le cose con occhi veri e reali e, registrando dentro di sé i suoi stati d’animo, li rigetta poi con delicatezza nelle sue poesie, mai banali o scontate, bensì dense e colme di significato. Non si griderà al capolavoro, ma questa piccola opera è davvero come un sole durante la tempesta: dura poco ma i suoi effetti si fanno sentire per molto tempo.
Per questo bisogna fare i complimenti a Nicola Lotto, che ha vissuto i suoi componimenti nel vero senso della parola, rendendo concreti gli effimeri e significativi attimi di vita dai quali sono scaturite queste profonde poesie.

 

 

 

 

 

 

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