TERESA MAFFI
 
ANIMA SEMPLICE
 
 
 
 

NASCERE QUI

 
 
 
Sarei nata qui,
se mio nonno non avesse venduto
la casa, le terre.
Avrei giocato su quest’aia,
avrei lavorato con fatica
e gioito,
spiando la terra lievitata di germogli.
Avrei danzato come vento,
tra turbini di pula.
Invece non ho avuto aie su cui danzare;
ho un lavoro,
in una fabbrica rumorosa,
gli occhi a dado,
i nervi come molle.
Avrei desiderato tanto nascere qui;
questa casa,
queste terre, anche se non sono mie,
sono la mia isola,
il mio sogno segreto.
 
 
IL PASSAGGIO DEL TEMPO
 
 
 
Tempo impietoso
passi.
Prodigo solo di ricordi.
Mi trasformo al tuo passaggio,
modello di creta,
fra le tue mani.
Cerco di trattenerti,
ma sono come un fuscello,
al passaggio del vento;
mi piego al tuo volere.
Viverti intensamente,
come il più acceso degli amori,
unico elisir che t’inebria
e ti convinca a rimanere.
Per un fugace attimo,
fingere,
dimenticare, che tu esista
e anche se sei ormai passato,
non ho rimorsi,
da cui farmi calpestare.
È giusto che tu trascorra,
anche se è un po’ difficile
accettarlo.
 
AFRICA
 
Madre dai seni scarni,
troppa è la fame da placare.
Terra di contraddizioni.
Foreste impenetrabili e
sentieri polverosi,
per raggiungere l’unica pozzanghera
nel raggio di chilometri.
Morte beffarda,
illudi, gonfiando dei ventri vuoti.
Cospargi la tua strada
di sabbia,
per ricoprire le ossa,
che ti lasci alle spalle.
Giorni infuocati
e gelide notti,
sopra deserti
rischiarati da stelle enormi,
ma con troppi desideri,
da esaudire.
 
 
CORSICA
 
 
 
Amo la Corsica
e se potessi ci passerei la vita.
La amo perché è una terra
senza conformismi
selvaggia e graffiante
nella sua realtà.
La amo perché
vuole essere libera
e il suo fascino
ti cattura il cuore.
Il suo profumo salmastro
t’impregna le narici,
quelle rocce a picco sul mare
ti si scolpiscono nella mente.
 
 
ANNA
 
 
 
Anna,
ti vedevo
bella e amata,
il sorriso sempre stampato
fra le labbra curatissime.
Anna,
non ti ho visto
soffrire
perché tu eri
“la bella e amata”
e per te tutto doveva essere facile.
Ti sei annientata
un giorno,
da sola
fra siringhe e limoni.
Le labbra serrate
in una smorfia
di dolore.
Sfregiata dal rimmel
delle tue lacrime.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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